
winnie the evil fatso
ho sempre odiato Winnie the Poo e i suoi stucchevoli amici. c’era qualcosa di minaccioso nella loro ostentata demenza. come se tutto quel bosco felice fosse un’allucinazione indotta per mascherare un orrore reale - un orrore che però traspariva, a tratti, anche solo per la palese assurdità dell’allucinazione stessa. molta paura.
il global warming è una sorta di meme. ho spesso sentito di obiezioni, da parte del mondo della ricerca, all’allarmismo e alle semplicistiche connessioni causa-effetto che dominano il dibattito dell’emergenza ambientale. mi avevano parlato molto bene di un documentario che ripercorreva la costruzione politica del tema global warming, ma purtroppo non ne ricordo il titolo. comunque questo post di ecoblog, “9 errori scientifici nel documentario di Al Gore”, e soprattutto il vivace scambio di commenti, dà un’idea delle posizioni.
He’s a gun-slinging native American matador on his last day in the job. She’s a manipulative Buddhist mechanic on her way to prison for a murder she didn’t commit. They fight crime!
confermo!
(con un certo Warren Ellis flavour, vero?)
Cioè, non ci si crede. Porca miseria.
(via Spinoza)
impressionante davvero.
la mia sentenza d’assoluzione preferita è quella relativa al processo per falso in bilancio della Medusa:
“assolto in quanto per la sua ricchezza potrebbe non essere stato al corrente dei fatti contestati”
che dire se non: just don’t ask (cit.)