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“Ecco un esempio di dialogo intrattenuto con mia madre quando, all’età di 3 anni, guardavo Manuela con mia nonna e dopo parlavo con il suo linguaggio (di Manuela, non di mia nonna, che casomai quello lo parlo adesso):

io: -Mamma voglio il gelato!
la mamma:-No ora no, dobbiamo andare a pranzo.
io: - Sei un’ipocrita!
la mamma: - dove hai sentito quella parola?
io: - che importanza ha, ormai, tutto questo?”

Volevo… (via antologia)

anch’io lo guardavo!

“ma meno male che voi che manifestate, che spegnete, che sputate, che rompete i coglioni a ‘sta cazzo di fiaccola non siete cittadini di paesi che stanno attualmente occupando militarmente paesi un tempo solo merdacchiosi ed ora allo sfascio. meno male che vi ho visti in piazza con la stessa veemenza ad obbligare i vostri governi a fare quanto vorreste facessero ‘sti cazzo di cinesi, con lo stesso successo che vi aspettate di avere ora e con lo stesso clamore su tutti i tiggì. meno male che i vostri governanti boicottano, si indignano, si lagnano ogni volta che hanno il sentore della protesta popolare o del massacro di civili in paesi occupati, anche se dai vostri alleati. meno male che il vostro paese non tenta di cancellare le appartenenze etniche in nome dell’integrazione, non cerca di soffocare le minoranze religiose accusandole di essere perniciose o terroriste, meno male che voi siete tolleranti ed aperti alle fedi altrui, meno male che non vi sento metter bocca su liturgie, discorsi pubblici, modalità di preghiera. meno male che il vostro governo non si inventa scontri di civiltà per andare a rubare risorse nelle terre d’altri. meno male che l’informazione dei vostri paesi è cristallina ed informata, e meno male che non usufruite di prodotti pagati una madonna ma importati a basso costo dalle aziende per cui lavorate.”

son tutti ricchioni col culo degli altri

sogno una manifestazione a Londra con lo striscione “Free Milla”

"Les Passantes", Antoine Pol

Je veux dédier ce poème
A toutes les femmes qu’on aime
Pendant quelques instants secrets,
A celles qu’on connait à peine,
Qu’un destin différent entraîne
Et qu’on ne retrouve jamais.

A celle qu’on voit apparaître
Une seconde à sa fenêtre,
Et qui, preste, s’évanouit,
Mais dont la svelte silhouette
Est si gracieuse et fluette
Qu’on en demeure épanoui.

A la compagne de voyage
Dont les yeux, charmant paysage,
Font paraître court le chemin;
Qu’on est seul, peut-être, à comprendre,
Et qu’on laisse pourtant descendre
Sans avoir effleuré la main.

A celles qui sont déjà prises,
Et qui, vivant des heures grises
Près d’un être trop différent,
Vous ont, inutile folie,
Laissé voir la mélancolie
D’un avenir désespérant.

Chères images aperçues,
Espérances d’un jour déçues,
Vous serez dans l’oubli demain;
Pour peu que le bonheur survienne,
Il est rare qu’on se souvienne
Des épisodes du chemin.

Mais si l’on a manqué sa vie
on songe avec un peu d’envie,
A tous ces bonheurs entrevus,
Aux coeurs qui doivent vous attendre,
Aux baisers qu’on n’osa pas prendre,
Aux yeux qu’on n’a jamais revus.

Alors, aux soirs de lassitude,
Tout en peuplant sa solitude
Des fantômes du souvenir,
On pleure les lêvres absentes
De toutes ces belles passantes
Que l’on n’a pas su retenir.


Sì, è la poesia messa in musica da Brassens che de André ha trasformato nella splendida “Le passanti”. Così, mi andava.

“Da piccolo non giocavo mai ai soldatini perché ne avevo pochi e facevano schifo.

I miei amici disponevano di eserciti completi, mezzi pesanti e armamentari d’assalto. Io avevo nove gendarmi napoleonici armati di baionetta ad avancarica. Una lotta impari.

Il più delle volte mi toccava rapirgli un reporter televisivo e decapitarlo.”

io, il vostro target

Invece che inviti a partecipare a promozioni di cosmetici, nella mia casella di posta arrivano suggerimenti elettorali da parte di scrittrici femministe.

Il mio profilo commerciale lascia un po’ a desiderare, pare.

(potrei sempre essere appetibile per la campagna dell’epilady, però. ho già in mente il claim: “depiliamo pure le femministe!”)