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PHD Comics: Abstract Mad Libs
Giavasan » Ultra Strong
Comics - Explosm.net

“Se tu sei ateo, forse è perché te lo puoi permettere. Hai un buon lavoro, che dà un senso a parte della tua vita; e una famiglia abbastanza confortevole. Se soffri di qualcosa, puoi acquistare le medicine che ti servono. Puoi anche investire parte della tua vita e dei guadagni in svaghi e in oppiacei non metaforici. Insomma, non hai così bisogno di Dio. Così magari puoi diventare ateo. Perché sei più intelligente di altri? Più informato? O perché sei un privilegiato? E a chi non è altrettanto fortunato – o intelligente – cos’hai da proporre? Puoi garantire un lavoro a tutti i poveri della terra? Una famiglia confortevole? Medicine a prezzi equi? Divertimento occidentale? No, non Puoi. Guardiamoci in faccia: stiamo bloccando le frontiere; è evidente che non ci sono abbastanza risorse per tutti. Ma allora, cos’hai da proporre ai poveri della terra, di meglio del caro-vecchio-oppio-dei-popoli? Una scritta su un autobus? Tutto qui? Tu non ci sali spesso sugli autobus, vero? Dovresti.”

leonardo: Dio c’è ma ha preso il taxi

Caro Leonardo, questo post è già vecchio mentre ti rispondo, ma io sono lenta. Ci sono molte ragioni per cui non mi piace, una delle quali è che vedo applicato un canone di argomentazione che ti ho visto applicare più o meno per qualsiasi “tema scottante in cui voglio andare controcorrente rispetto ai bloggers”, e ciò, anche quando l’argomentazione è ben svolta e l’eloquio brillante, mi viene a noia. Ma questo finale mi ha fatto innervosire, e dato che ho un tumblr ne approfitto per sfogarmi.
Non ho mai messo in dubbio il mio essere atea: alle lezioni di religione mi pareva mi stessero pigliando per i fondelli raccontandomi un sacco di musse, per cui a 9 anni ho deciso che ero troppo vecchia per quelle cazzate, e ho smesso; è stato tutto molto naturale e non ha comportato alcuna crisi. Ma l’elemento di ovvietà probabilmente dipende dal fatto che avevamo già due atei in famiglia: mio padre e mia nonna.
Mia nonna è emiliana, come te; da giovane era una mondina, non ha alcun titolo di studio ma sa leggere e scrivere; non ha mai avuto un’auto, quindi le poche volte che uscita dal suo quartiere ha preso l’autobus (a Genova; nel suo paese immagino andasse in bici). Mio padre ha sempre fatto l’operaio, ha la licenza elementare, ha preso la patente solo a 40 anni ma preferisce prendere il bus.
Non sono degli intellettuali, non sono dei razionalisti. Sono dei comunisti. Hai presente, no? Quelli che la religione ha sempre solo servito il potere e causato guerre e povertà, che i preti sono degli avvoltoi che campano sulle spalle dei lavoratori, che la Chiesa è un covo di oppressori del popolo. Quelli che ovviamente Dio è stato inventato per metterci a tacere, non può certo esistere un Dio che permette queste cose e ci fa vivere così. Quelli che la rivoluzione si sarebbe fatta sicuramente entro la settimana che viene. Non i comunisti del manifesto, o i “figicciotti” che cavalcano il vintage, intendo quelli che una martellata sulla nuca al padrone erano lì lì per dargliela e stanno ancora adesso a domandarsi se non era meglio farlo davvero, per quel che importa ora.
Ho raccontato del bus con lo slogan dell’UAAR a mio padre, mentre tornavamo (in bus) dall’ospedale dov’è ricoverata mia nonna, e lui ha ridacchiato. Gli è sembrata una cosa simpatica. Gli ho raccontato anche dello sbattezzo e ha detto che in effetti è una cosa sensata, dopotutto si tratta di toglier loro un vantaggio.
Io penso che l’UAAR abbia ragione a sottolineare quanto spesso il cattolicesimo venga considerato “naturale” e ovvio, i valori del cattolicesimo come valori universali, e come i privilegi della Chiesa danneggino direttamente i cittadini italiani, chiunque essi siano. E penso che il tuo ragionamento riveli molto più snobismo di quello di cui accusi i promotori e i sostenitori di questa trovata, dato che automaticamente togli ai poveri e ai meno istruiti la capacità non solo di ragionare, ma di ribellarsi.
Gente come mio padre e mia nonna c’era prima di te e continuerà a esserci sempre. E’ gente che ha lottato per non essere ignorata, e tu dimostri come sia stata una lotta totalmente inutile.