“Chi prova a ribellarsi e ad urlare viene tacitato, dal di fuori, dagli Italiani stessi che credono, poiché così, ad arte, a loro è stato dato di credere, che, nonostante il colossale progetto di case arredate e corredate per tutti, ci si lamenti in attesa che il Governo ci conceda sempre più, molto più di ciò che ad altri è stato concesso. Ma i cittadini responsabili, coloro che hanno cercato, nonostante il dolore e lo spaesamento e la paura, di guardare aldilà di ciò che volevano farci credere, lo gridavano da maggio che i moduli provvisori per tutti, e subito, erano l’unica soluzione da attuare per permettere alla comunità di non morire. Un modulo provvisorio costa 500 euro al mq. Una c.a.s.a. ne costa 2.400. Un modulo provvisorio si monta in meno di due mesi. E si monta subito. Non occorrono faraonici pilastri antisismici. Già da luglio gli Aquilani avrebbero potuto riprendere a vivere nella loro città. E l’economia, già boccheggiante, non sarebbe morta. E bambini e ragazzi oggi sarebbero a scuola. La loro scuola. Ma il piano diabolico di imbonimento delle masse continua, pervicace. Le c.a.s.e. pronte son pochissime (guardate la foto, mi aspetto commenti), ma gli elenchi degli aventi diritto sono già stati resi noti. Nomi, solo nomi e codici fiscali. Senza trasparenza sui punteggi. Senza pubblicazione di graduatorie. Tu lì, l’altro lì, non si sa quando. E come si potrebbe esercitare il controllo sulle graduatorie se queste sono inesistenti? Allora il controllo viene esercitato sul vicino, sul conoscente, sull’amico. E la rabbia esplode. Facendo perdere di vista il vero nocciolo della situazione: lo scempio perpetrato su tutti noi.”