“«Lo sciopero è una prova di forza». Da vincere. E come in una guerra, la vittoria va costruita. Per tempo. Come? Classificando il personale in gruppetti: verdi, gialli, rossi. E «concentrandosi sui gialli, gli indecisi», con grandi sorrisi, «pacche sulla spalla, il caffè e la brioche offerto nella pausa». Ecco in pillole il manuale anti-sciopero di quaranta pagine made in Carrefour, uno dei colossi della grande distribuzione, casa madre in Francia, 11 mila punti vendita in 30 paesi del mondo, 70 iper in Italia.
Manuale rivolto a manager, capireparto e capiturno che nel giorno «x» dovranno «indossare calzature comode» ed essere eleganti. Lo sciopero da sventare è quello in programma per sabato 3 ottobre, che coinvolgerà le sedi di Paderno, Assago, San Giuliano e quella storica, nata nel 1972, di Carugate. Uno sciopero da prendere con le pinze e con un’infarinatura di psicologia spicciola, perché l’ultimo, lo scorso luglio, è finito 1 a 0 per i lavoratori, che hanno denunciato l’azienda per comportamento antisindacale a Milano e a Torino. «Vincere permette di aumentare il potere sociale dei capi», si legge a pagina 1. Ma non si deve «stravincere e non bisogna umiliare la con­troparte», avvertono gli istrut­tori. La vittoria si costruisce, giorno dopo giorno. Occorre, dunque, un’attenta regia. Du­rante tutte e quattro le fasi: pre-sciopero, il giorno prima, il giorno dello sciopero che è ribattezzato «la giornata del­l’adrenalina », e il post sciope­ro. Ogni fase ha una durata, un’azione, degli attori e degli obiettivi. E finita la giornata dell’adrenalina, via con il brin­disi.”

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