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Il mio appassionante viaggio nell’alfabetizzazione informatica mi porta solo oggi a scoprire un programma che persino il mio coinquilino, quello a cui ho dovuto spiegare che “netgear” è la marca del router e NON la password di rete, conosceva. Ingoiato il rospo, con l’umiltà che mi è propria (ah-ha) mi accingo a entrare nel meraviglioso mondo di PeerGuardian, una sorta di firewall contro i ficcanaso anti P2P.
Dopo 3 ore di utilizzo, guardo la lista degli IP bloccati e mi viene il sospetto che sia contraffatta ad arte per dare a chi usa PeerGuardian un senso di importanza:, dai, non è possibile che tutti ‘sti cinesi, tailandesi e stronzi si siano radunati alle porte del mio computer! Vero?
(se si usa solo emule il programma dovrebbe essere piuttosto inutile, causa ip filter interno al muletto. in caso contrario, se davvero foste meno alfabetizzati di me, e non lo credo, provatelo. male non credo che faccia, a meno che sia in realtà una roba della CIA che fa esattamente l’opposto di quanto dice, cosa che in generale è plausibile per tutto. io, per esempio, sono un anziano professore di matematica, lo sapevate?)
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