“Dico soltanto che essere preoccupati per quello che succederà al pianeta tra cinquantamila anni è a mio avviso un evidente segno di una grave e irrimediabile perdita di contatto con il mondo fenomenico. E anche un ragionamento assai limitato, dopotutto, visto che se tra cinquantamila anni la la razza umana non sarà estinta, è lecito pensare che avrà trovato un altro pianeta abitabile a una distanza ragionevole e comunque percorribile con un mezzo di locomozione attualmente inimmaginabile che funzionerà a fossili di gomme da masticare o bottiglie di plastica vuote. Senza contare che sarò estinto io, comunque.”

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