“A questo punto il problema della morte va risolto. Cioè, non è che sia obbligatorio, gli appassionati di angoscia e disperazione possono anche tenerlo in sospeso, ma tutti gli altri è meglio che lo risolvano. Serve per godersi il secondo tempo in pace, senza inquinarsi ogni cosa col pensiero che tanto bisogna morire. Che senso ha mangiare se i cibi funzionano anche crudi? Che senso ha leggere se il cervello diventerà concime? Che senso ha salire sul treno quando posso sdraiarmi direttamente sui binari? Persino i thriller e i film d’azione perdono tutta la loro attrattiva, tanto non è che se il protagonista riesce a scamparla poi vive in eterno, morirà di cancro come tutti.”

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